Pregiate maioliche e terracotte che qui, ad Albisola, vengono prodotte da secoli con amore e passione; piccoli capolavori d’arte che rappresentano la perfetta sintesi di materie prime e di creatività artistica…
Come nella scena del film “Mon Oncle” dello straordinario attore, regista, mimo Jaques Tati, dove la padrona della casa ipertecnologica e superborghese avviava la fontana del giardino ogni qualvolta riceveva visite importanti, con la stessa modalità la mia mammetta avviava la fontana in ceramica di Albisola nella nostra casa al mare, in quella che in gergo turistico viene chiamata Riviera delle Palme, sulle carte stradali Bergeggi.
E’ in questa porzione di Liguria, per la precisione ad Albisola, che verso la fine del XV° secolo ebbe inizio la produzione di ceramiche. La presenza sul territorio di depositi di argilla rossa e cave di terra bianca, oltre allo sbocco naturale sulla spiaggia del mare che ne facilitava l’imbarco e l’essicazione, videro sviluppare nei secoli l’arte della ceramica.
Le ceramiche di Albisola si differenziano in due tipi. Le “Terracotte”, cotte appunto, verniciate e ricotte una seconda volta e le “Maioliche”, dove il manufatto viene cotto, quindi immerso in un bagno di smalto o maiolica che opacizza uniformemente l’oggetto per la presenza di stagno, a questo punto decorato a pennello e ricotto per una seconda volta.
Alla fine del 400′ si conosce la produzione di terracotte e non è definita quella delle maioliche. E’ all’inizio del 500′ che iniziò la produzione di piastrelle da pavimento o da parete con motivi dai colori vivaci di influenza Islamica e di gusto Rinascimentale.
Ma la tipica decorazione in monocromia azzurra di grande leggerezza ed eleganza và attribuita alla metà del 600′. Tra vari filoni di attività produttiva che si sono succeduti nel corso dei secoli, si arriva all’inizio del 900′ dove viene ripresa la produzione delle maioliche sospesa all’inizio dell’ 800′, e inizia l’avventura nel campo delle ceramiche artistiche. Vennero riprese le antiche decorazioni in monocromia azzurra, ed è con il Futurismo, negli anni delle avanguardie artistiche , che l’arte ceramica albisolese ebbe un momento di grande sviluppo e crebbe l’interesse di molti artisti del tempo che vennero a cuocere nelle fornaci locali.
Figura di spicco che influenzò l’opera di molti artisti fù quella dello scultore trevigiano, Arturo Martini, che si stabilì nella vicina Vado Ligure.
Ed anche nel dopoguerra Albisola viene riconosciuta come capitale della ceramica. Molte opere che testimoniano nel corso dei secoli la vocazione artistica di questa bella cittadina balneare alle porte di Savona, si possono ammirare nelle collezioni del Civico Museo della Ceramica Manlio Trucco di Albisola Superiore, allestito nella casa laboratorio dell’artista nato a Genova nel 1884 e deceduto in Albisola all’età di novanta anni.
Sicuramente la fontanella della mia mammetta non era una delle opere appartenute all’artista !













