Visita al primo borgo telematico italiano, Colletta di Castelbianco, ideale per trascorrere una vacanza in pieno relax tra arte e natura e… tecnologia
Uscendo al casello di Albenga, sull’ autostrada dei fiori A10, e imboccando la Provinciale 582 della Val Neva verso Garessio, la si abbandonerà all’altezza di Martinetto e dopo pochi chilometri raggiungerete l’antico borgo medioevale di Colletta di Castelbianco, dal 2008 annoverato tra i Borghi più belli d’Italia.
Arroccato sulla collina e circondato dal verde della valle Pennavaire e dalle caratteristiche fasce coltivate ad ulivi e ciliegi, coltivazione quest’ultima dalle specie autoctone per cui la zona è famosa, deve il nome probabilmente alle caratteristiche cromatiche del Castello di cui possiamo osservare i massicci tratti di mura, ultima testimonianza della fortificazione che si ergeva sulla collina e della quale non resta nessun documento ufficiale.
Risalente al 1202 faceva parte del marchesato dei Clavesana e successivamente dei Del Carretto e la sua storia segue in fotocopia quella di un altro splendido borgo della zona, quello di Castelvecchio.
Colletta, come molti borghi appenninici fu gradualmente abbandonato nel tempo dagli abitanti originari anche a causa di un violento terremoto che lo colpì nel 1887,sino a ridursi alla seconda metà del secolo scorso a poco più che mucchio di ruderi, affascinanti ma pur sempre ruderi.
E’ nel 1980 che grazie all’intervento di un gruppo di imprenditori inizia un’operazione di recupero con la consulenza del noto architetto Giancarlo De Carlo, nel totale rispetto delle antiche strutture e dei loro materiali originali dotandolo però, primo esempio in Italia, delle più sofisticate infrastrutture tecnologiche moderne.
Fu così che da villaggio fantasma, Colletta divenne “Primo Borgo Telematico Italiano”. Il Comune con le sue frazioni collegate da una strada ad anello offre l’occasione di una perfetta vacanza di relax a dimensione uomo, unitamente a varie possibilità di svago per chi ama lo sport, il trekking e il free climbing, oltre a interessanti spunti artistici con i due campanili barocchi dalla caratteristica cuspide a bulbo della chiesa parrocchiale di Vesallo e a Veravo, sede del municipio, l’ interessante organo settecentesco della Chiesa dell’ Assunta, mirabile esempio di fusione tra il romanico e il barocco.
In particolare il borgo di Colletta ospita vari eventi culturali mentre per i gourmet se capitano nella stagione giusta e nell’anno giusto, da non perdere la fonduta ai tartufi neri di Castelbianco raccolti, come i funghi porcini, nei boschi circostanti.





















