« Il porto turistico di Bordighera
Un’altra mattina col sole all’orizzonte è iniziata, Tina e William fanno colazione sul loro yacht ancorato nel Porticciolo di Bordighera e discutono sui luoghi da visitare, lui sportivo fino al midollo, non ha voglia di frequentare Musei o Mostre d’arte; lei, l’antitesi dello sport non ha voglia di correre sul lungo mare o andare in bicicletta, ma Tina conosce William molto bene e sa che può far leva sul suo “inglesismo” acuto, quindi grazie alle informazioni turistiche reperite a Londra, propone al consorte una gita mista fatta di sport e cultura, lui contento, monta in sella alla loro moto e parte per un’altra avventura.
Si narra che a Bordighera sul finire dell’Ottocento, gli ospiti inglesi dislocati fra alberghi e Ville nascoste dagli uliveti, erano circa 3000, tenendo presente che la popolazione locale non superava le 2000 unità ecco che ci si trovava di fronte ad una “colonizzazione turistica” non da poco.
Gli ospiti d’oltre manica, che venivano a passare l’inverno al caldo, s’innamorarono ben presto dei paesaggi, della quiete, degli uliveti immensi e delle numerose palme, cosicché Bordighera divenne un Centro residenziale d’èlite che faceva concorrenza alla vicina Francia e alla sua Costa Azzurra.
Gli inglesi vi organizzarono un proprio stile di vita e costruirono edifici con banche, negozi, Centri Culturali, una Chiesa Anglicana, ed il teatro.
Ancora oggi ad oltre un secolo di distanza, le principali istituzioni dell’epoca, sopravissute, mantengono vivo lo stile e la tradizione culturale, anche attraverso la Biblioteca Civica Internazionale ed il Museo Biknell, che deve il suo nome al noto esploratore e scopritore delle incisioni rupestri preistoriche nelle vicine Alpi Marittime.
I due allegri consorti, raggiungono la meta, a cavallo della loro moto, Tina, la parcheggia davanti all’ingresso del Bordighera Lawn Tennis Club lasciando il marito estasiato per l’essersi trovato di fronte a quello che vanta il primato per essere il primo Club tennistico italiano, nato nel 1878 e dove i suoi conterranei, inglesi, hanno vinto e stravinto quasi tutti i tornei istituiti nelle primavere antecedenti, la Seconda Guerra Mondiale.
Intimidito da tanto blasone entra a curiosare e scopre che il Club è ancora attivo anche se molti campi sono andati distrutti a causa dei bombardamenti, non si accorge che Tina è già andata alla ricerca dei luoghi di Monet, prende un caffè e cerca un compagno per una partitella…
Bordighera e i luoghi di Monet »