Tina, aspetta William, vicino alla Chiesa di San Michele, nel Centro storico di Ventimiglia, dove i ceppi miliari dell’antica Via Julia Augusta sono stati riutilizzati a scopo edilizio e funzionale; la Signora inglese, pensa così di fornire un ulteriore tassello al progetto itinerante transfrontaliero del patrimonio romano riguardante appunto la Via Julia Augusta.
Terminato il pranzo, i due coniugi visitano l’interno della Chiesa di San Michele ed ammirano le famose pietre miliari poste, due, all’ingresso come acquasantiere, ed un’utilizzata come colonna per reggere la cripta; questi cippi miliari, posti dentro la Chiesa, sono un’importante testimonianza del passaggio dell’antica Via in questa zona.
A questo punto il percorso prosegue all’interno del più prestigioso e completo Museo Archeologico della Liguria: situato nel Forte dell’Annunziata, il civico Museo Gerolamo Rossi, è sviluppato su 1200 metri quadrati d’esposizione ed offre ai suoi visitatori i tesori trovati nella zona archeologica d’Albintimilium; troviamo esposti statuette, busti, mappe, lucerne, un lapidario con oltre 50 scritte romane, un rilievo gladiatorio, una testa di Giunone Diademata, una gran raccolta d’oggetti in ceramica ed un’altra, in vetro, rinvenuta nella necropoli; per un’appassionata come Tina si tratta di un’occasione unica e se la gusta in silenzio davanti ad ogni reperto.
Seguendo il percorso delle tappe, Tina e William si recano ai Giardini Botanici Hanbury, che devono il loro nome a sir Thomas Hanbury il quale, nel 1867 innamoratosi del paesaggio e del clima di capo Mortola, acquistò Villa, terreno, ed in seguito ai numerosi abbellimenti e ristrutturazioni,con l’aiuto del fratello Daniel che importò piante d’interesse botanico e farmaceutico, rese questo Parco un esempio unico di giardino botanico dove parecchie specie si acclimatarono; al loro interno si conservano le tracce dell’antico percorso romano, visibili nella parte bassa del giardino attraversato da un tratto di selciato di strada pubblica utilizzata fino alla fine dell’800, che poteva coincidere col tracciato dell’antica Via consolare.
Questa tappa, oltre ai Giardini Hanbury individua la Via Julia anche nella Piana del Torrente Latte, importante luogo di villeggiatura dai tempi antichi ad oggi, nella zona scavi archeologici hanno portato alla luce anche i resti di una Villa Romana affacciata sul mare, convalidando le ipotesi di un insediamento romano costiero ad ovest di Ventimiglia.
I due eterni innamorati, non ancora sazi di storia antica si recano alle Caverne e Museo preistorico Balzi Rossi, uno dei maggiori siti preistorici in Europa, che fra l’altro, conserva le tracce dell’antica Via Romana; in questo tratto, a causa della configurazione geologica, la strada che seguiva la linea della costa, era scavata nella roccia, ciò è visibile nell’unico tratto conservato in loco, a Valle della Ferrovia, di fronte alla Grotta del Principe.
Le Caverne dei Balzi Rossi (in dialetto pietre rosse) sono così chiamate per via del colore della parete rocciosa, dove all’interno di grotte, durante il corso dei millenni, si sono accumulati resti faunistici, strumenti, utensili, sepolture e sculture in pietra che testimoniano il passaggio dell’uomo preistorico nell’era compresa tra il Paleolitico inferiore (ca 250.000 anni fa) al Paleolitico superiore (da 35000 a 10000 anni fa).
William, pensa che per il momento possa ritenersi soddisfatto delle scoperte del giorno e proporrà a Tina di tornare a Bordighera dov’è ancorato il loro Yacht, sale quindi in sella alla sua bici e si avvia, seguito, a ruota, dalla moglie che felicissima, si reca al parcheggio della moto per raggiungere anche lei il Porticciolo.