Liguria, terra eletta dall’olivo tanto da essere degna di un museo che Imperia ha voluto dedicarle…
Branca Branca Branca….Leon leon leon !
……Lione al vento stiam marciando noi siam l’Armata Brancaleon…..
Chissà se cantando quest’inno assieme alla sua scalcinata armata nel mitico film di Mario Monicelli, il Ligure di nascita Vittorio Gasmann, ha associato le Crociate alla pianta dell’ulivo, pianta tipica di questa terra.
Perché proprio ai Liguri che parteciparono alle guerre in Terra Santa per combattere gli “Infedeli” si deve l’importazione di questa pregiata specie di Ulivo Cultivar trapiantata a Taggia.
Della sua diffusione e coltivazione se ne occuparono principalmente i Monaci Benedettini che si insediarono sul territorio con numerose Abbazie.
E dello spirito pugnace delle Crociate resta, ancora oggi, l’acceso campanilismo tra Oneglia affacciata sul mare e Porto Maurizio arroccato in collina, fuse nel 1923 nella Città di Imperia.
L’olio prodotto con queste olive si distingue per la sua bassa acidità, qualità questa che conferisce al prodotto finale un gusto particolarmente dolce con note fruttate all’odore e al sapore.
Ottima sia per la produzione dell’olio che per il suo utilizzo in cucina, sia a freddo che nella preparazione di piatti a base di pesce o carne, l’oliva taggiasca regina incontrastata del territorio, trova la sua reggia nel Museo dell’Olivo della Fratelli Carli ad Oneglia (aperto tutti i giorni tranne la Domenica).
Museo che con le sue diciotto sale permette ai visitatori di approfondire in maniera esaustiva tutto quello che concerne la storia, la coltivazione e la produzione di questo dono della natura che ci accompagna da 6.000 anni.
Dono, che, se osservato nel suo ambiente naturale con gli occhi dell’anima, sembra narrarci, attraverso le curvature del tronco e le venature della corteccia, la Storia dell’Uomo!
Risorse: Museo dell’Olivo F.lli Carli
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