Mendatica

Tante le occasioni e gli appuntamenti nel corso dell’anno per avere l’opportunità di visitare e conoscere Mendatica, antico borgo ligure al confine con il Piemonte

Mendatica, un paese ai piedi del monte, che guarda il mare.
Mendatica, un piccolo agglomerato di belle case che conta  278 anime, ricco di storia e tradizioni, con un’economia  permeata, un tempo,  principalmente sulla pastorizia.

Situato  nell’Alta  Valle Arroscia, ai piedi del monte Frontè,  un ampio territorio in  Provincia d’Imperia, ai confini con quello piemontese, Mendatica è composto di diverse frazioni, fra tutte ricordiamo il centro turistico sciistico di Monesi.

Tutte  locate a diverse altezze sul livello del mare, a comporre un variegato paesaggio
Il verde intenso d’uliveti e vigneti si sussegue alla ricca vegetazione d’alberi di noccioli, castagni e faggi. Percorrendo poi i vari sentieri è facile imbattersi in un tasso, una volpe e, per i più fortunati, in un’aquila reale. Per chi ama camminare in tranquillità, ascoltando il solo rumore della natura, è questo il luogo ideale, ricco anche di tradizioni e storia.

Sono evidenti  segni di popolazioni risalenti all’epoca neolitica.  Si ritiene, quasi certamente, che si vennero a creare dei piccoli veri e propri  centri  abitati a seguito della distruzione della città di Albenga per mano dei Longobardi nel 644, quando gran parte della popolazione  fu costretta a fuggire e a trovare un riparo.

Le numerose borgate che si crearono, decisero di  riunirsi in un unico borgo, molto più importante e sicuro, che  chiamarono Mendatica, il cui significato nel dialetto ligure, corrisponde a “ manda l’acqua”, proprio a rilevare la gran ricchezza di fonti d’acqua della zona.
Un’economia povera, dedita alla dura vita della campagna e dei pascoli, cadenzata, per i pastori, da lunghi periodi d’assenza da casa per portare il bestiame al pascolo. Sorsero così dei piccoli villaggi, chiamati malghe, costituiti da costruzioni in pietra, a due piani, dove il pianterreno serviva per ricoverare gli animali, e al piano superiore  vivevano  i pastori, per un lungo periodo che si protraeva  dall’inizio della primavera fino al primo autunno, quando iniziavano a cadere i primi fiocchi di neve. Di questi agglomerati il più conosciuto appartiene a Poilarocca.

Un popolo paziente, abituato a sopportare le difficoltà di un territorio non sempre benevolo, ma nonostante tutto legato alla sua terra, come lo dimostrano i tre musei dedicati alla tradizione e alle origini di queste zone: il Museo del Pastore, la Sala delle Carte, il Laboratorio Naturalistico.
Numerose poi le sagre e le manifestazioni che si tengono nel periodo estivo.

La festa della Cucina Bianca, il terzo sabato del mese d’agosto, dove sono preparati piatti che rappresentavano il cibo dei pastori, piatti poveri, ma che oggi hanno acquistato un posto importante nell’alimentazione sana e genuina. Ricette a base di castagne, patate, vari ortaggi, e il tipico formaggio Bruss, da assaggiare e non da descrivere.

Poi la Festa della Transumanza, un’intero fine settimana, in settembre, dove si può assistere, tra le varie rappresentazioni, anche alla rassegna della Pecora brigasca  e al Palio delle capre.
A meno di 33 km dalla città d’Imperia, Mendatica vale una gita che certamente arricchisce il palato, gli occhi e il cuore.

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