Piazza de Ferrari, fulcro della città di Genova, ieri come oggi è il punto di incontro tra il passato e il presente della Lanterna e dei genovesi
30 Giugno 1960, Sfila il corteo dei centomila… 11 Luglio 1982, Campioni del Mondo… 4 Dicembre 2011, Gli Angeli del Fango si ritrovano dopo l’alluvione….Queste, ma potremmo enumerarne un’infinità, sono alcune delle date in cui la gente di Genova si è data appuntamento in quella che è da sempre l’epicentro e palcoscenico naturale dell’espressione degli umori della città. Piazza De Ferrari.
Ideale trait d’union tra la città antica dei “Caruggi” e la zona Liberty della centralissima via XX Settembre. Ed è al centro della piazza, seduti sul bordo della fontana costruita nel 1936 su progetto dell’architetto Giuseppe Crosa Di Vergagni, che ruotando come in un ideale quadrante d’orologio possiamo vedere “A Mezzogiorno” il monumento equestre di Garibaldi con alle sue spalle la fiancata Neoclassica del Teatro dell’opera genovese Carlo Felice.
Progettato nel 1826 dall’Architetto Carlo Barabino, che progettò in seguito anche un’altra importante opera in stile Neoclassico da visitare a Genova, il Cimitero Monumentale di Staglieno. Inaugurato nel 1828 fù parzialmente distrutto dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Vergognosamente e abbastanza inspiegabilmente lasciato in stato di abbandono, la ferita delle macerie del Carlo Felice rimase aperta per cinquant’anni, sino alla ricostruzione e reinaugurazione avvenuta nel 1991. Conservando il Pronao e alcuni elementi dell’originaria struttura Neoclassica e sfruttando con una nuova copertura l’antico foyer, si unisce la piazza all’ ottocentesca Galleria Mazzini e alla parallela via Roma, zona dello shopping elegante.
Spostandoci di due tacche sull’immaginario quadrante del bordo fontana “Alle Due” vediamo il palazzo che ospita l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Progettato anch’esso dal Barabino fù costruito nel 1831 sul sito del demolito convento di San Domenico. Anche se in forma più lieve subì come il Carlo Felice danneggiamenti durante il conflitto. Nel secolo scorso i suoi portici sono stati per anni luogo di aggregazione per giovani e meno giovani genovesi.
“Alle Quattro” come ideale spartitraffico tra via XX Settembre e la via Dante, il palazzo Liberty della Nuova Borsa costruito nel 1912 su progetto del Coppedè.
“Alle Sei” un chiaro esempio di architettura eclettica dell’inizio XX° Secolo con il palazzo della Regione Liguria per finire “Alle Nove” con il lato est del palazzo la cui storia risale al 1291, ma prende l’attuale definizione di Ducale nel 1339, il Palazzo Ducale con la sua storia e le sue mostre può a ragione essere definito snodo culturale cittadino.
A questo punto avete visto le perle dell’immaginario diadema che cinge la piazza, ma la gemma più preziosa è riservata al vostro palato. A poco più di cento metri, percorsa via Petrarca, vedrete premiata la vostra determinazione se vi infilerete letteralmente tra le strette pareti di Vico dei Castagna. Nel vicolo senza alcuna attività commerciale oltrepassate un cancello e, davanti a una vecchia porta a vetri che nulla lascia trapelare allo sguardo, inspirate profondamente, gli effluvi inequivocabili di cacao vi faranno aprire la porta e come nella fiaba di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm vi troverete nel paradiso in terra dei golosi. L‘Antica Fabbrica di Cioccolato Viganotti e……che la forza sia con voi !













