Premio di pittura Golfo a La Spezia e Marinetti

Dal 1933, La Spezia, luogo eletto del grande Marinetti, ospita una prestigiosa rassegna artistica internazionale

Futurismo e Marinetti è un connubio che rimane impresso nella memoria di tutti coloro che hanno masticato un pochino di storia dell’arte e storia della letteratura italiana,  durante il periodo scolastico. 

Meno conosciuto è forse il legame speciale instauratosi tra il fondatore del movimento futurista e la città di La Spezia.
Il carattere chiuso e l’espressione, a volte, un po’ sorniona, caratteristica dei liguri, difficilmente ci portano ad immaginare questa cittadina ligure aperta e accogliente all’estremo esibizionismo di Marinetti.

Invece La Spezia si mostrò molto ricettiva e anzi, questa reciproca unione diede il via ad una serie di progetti, urbanistici, letterari ed artistici, certamente innovativi, che rappresentarono il terreno fertile su cui si sviluppò la smisurata fantasia di Marinetti.

Questo legame portò nel 1933 alla creazione del premio di pittura “Città del Golfo di La Spezia”, che si tenne nella città ligure dal 16 di settembre al 6 novembre 1933 presso la Casa d’Aste di Via Fossati.
Inaugurata nel 1931, la Casa d’Aste divenne ben presto un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli artisti, che lì potevano esporre e vendere le loro opere.
Furono ben 429 i pittori, provenienti da ogni parte d’Italia, ad iscriversi alla manifestazione. Un risultato più ampio di quanto previsto.

E’ facile immaginare il gran fermento presente per la città, artisti che, nelle loro opere, ritraevano gli scenari più caratteristici del Golfo di La Spezia, giovani e belle ragazze del luogo, felici di posare per gli artisti! Un’aria frizzante, vogliosa, esuberante che avvolgeva tutti i presenti nella città del Golfo Ligure.
Come appendice al premio di pittura Città del Golfo, Marinetti presentò il suo componimento “Aeropoema del Golfo di La Spezia”, accolto con un “finimondo di schiaffi e bastonate” com’ebbe a dire lo stesso Marinetti.
Non mancarono, infatti, lanci d’ogni tipo di legume e ortaggio a salutare la metafora del Marinetti con la quale incitava a cambiare mentalità e a liberarsi dalle pastoie del passato.
Un movimento senza dubbio dai colori forti, dai toni accesi, eccessivi, spesso stravaganti e certamente provocatori.

Definito dal D’Annunzio, il maggiore esponente della cultura dell’epoca come “un cretino con qualche barlume d’imbecillità”, il Marinetti portò avanti il suo movimento grazie alle sue possenti finanze, che gli permisero di poter scegliere dove e quando poter affittare sale, gallerie d’arte, teatri.
Ma devono trascorrere anni prima che il messaggio lanciato dal Marinetti possa essere colto e rispettato nella sua giusta dimensione.

Il premio Città del Golfo, interrotto negli anni 60, ha poi ripreso il suo posto di prestigio nella rassegna artistica, nell’anno 2000, rimanendo e confermando, nello scenario artistico italiano e non solo, un punto di riferimento, un cartello di grandi artisti, di livello mondiale.

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