Le Vie del Sale in Liguria

Il sale

Dalle montagne alla costa ligure, le Vie del Sale,  erano le strade di collegamento tra civiltà e popolazioni diverse, denominate così in funzione di quello che, allora, rappresentava un prezioso bene di scambio

     …con l’ inverno mi abbono a un quotidiano,
      così il postino viene a portarmi il giornale
      e vede se sono vivo o morto….. 
                                                Nuto Revelli

Prendo a prestito questa frase dello scrittore Nuto Revelli riportata da un libro sulla cultura contadina delle genti dell’ entroterra, per introdurre l’ argomento delle antiche Vie del Sale.
Frase che al di là del sorriso iniziale strappatomi mi ha subito portato con la sua asciutta e feroce logica contadina a riflettere sulla durezza delle condizioni di vita nell’ Appennino Ligure.
Dure e aspre come i percorsi che, attraverso i crinali e i fondo valle delle montagne, creavano il collegamento delle popolazioni montane e padane con la costa ligure e vengono ancora oggi conosciute con il nome di Vie del Sale.

Plurale obbligatorio in quanto non si trattava di un’unica via ma di una fitta rete di sentieri e mulattiere che permettevano di raggiungere la Liguria e la Provenza, terminali di queste antiche vie di traffici. Merce di scambio, il sale era a quel tempo molto pregiato e di non facile reperibilità nell’ Italia del Nord, l’unico “conservante” utilizzato nell’ alimentazione che permettesse di mantenere e stoccare per lungo tempo i cibi, ma non solo, era anche indispensabile in certe attività artigianali quali la conciatura dei pellami e la tintura.

Incontrastati mezzi di trasporto ufficiali per secoli furono i muli, mentre una volta raggiunta la pianura si preferiva affidarsi alla rete fluviale. A partire dal Medioevo per alcuni centri, come ad esempio Varzi porta, questo tipo di traffici favorì lo sviluppo urbanistico e commerciale favorendo l’apertura di magazzini, negozi e ricoveri per i commercianti e le loro merci.

Commercio favorito anche dalle potenti famiglie feudali che richiedevano tasse ai viaggiatori in cambio di sicurezza e protezione. Da Varzi, passaggio privilegiato della via lombarda dell’ oltrepò pavese, si diramavano i percorsi per raggiungere attraverso il Monte Antola la ligure Torriglia nell’ immediato entroterra genovese.

Torriglia che era anche centro di snodo di alcune Vie del Sale emiliane e piemontesi. Altra via emiliana passava dalla Val Taro verso Varese Ligure, oppure attraverso il Passo del Bocco per scendere a Chiavari. Mentre dal versante occidentale del piemonte attraverso il Tenda e Briga si scendeva in Provenza.

Sono passati molti anni ma le antiche vie del sale, perduto il loro scopo originario, continuano a suscitare interesse diventando meta di bellissime escursioni sia per gli scenari naturalistici, che per la storia dei luoghi attraversati.
A questo proposito molto suggestivo l’ itinerario da percorrere in due o tre tappe che porta da Varzi a Torriglia per poi raggiungere il Monte Antola, Uscio e da qui scegliere come tratto finale o il Monte di Portofino e concludere nel celebre borgo, oppure il percorso che porta al Santuario di Nostra Signora di Montallegro sopra Rapallo.

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